Castel Goffredo - Guida Turistica

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Piazza Mazzini
 La piazza Ŕ chiaramente il risultato di un progetto rinascimentale ed Ŕ ancor oggi il "cuore" della cittÓ. La Torre Civica che affianca a sinistra il Palazzo Gonzaga- Acerbi, Ŕ alta 27 metri e la sua parte pi¨ antica risale probabilmente al XIII secolo. Nel '400 fu elevata e furono aggiunti la cella campanaria, che ancor oggi ospita le campane della Prepositurale di S. Erasmo, e l'orologio. Il coronamento merlato risale al 1925. Essa porta su di se i "segni" del passato gonzaghesco di Castel Goffredo: sopra l'arco passante Ŕ infisso lo stemma marmoreo della famiglia Gonzaga, mentre sul lato verso il Palazzo Municipale troviamo una grande epigrafe che porta il nome di Aloysio Gonzaga, signore di queste terre. Sul lato verso la Prepositurale altra epigrafe di Aloysio con un suo saggio motto: "Ne superbia in la prospera ne viltÓ in la adversa". Tutti questi marmi sono della prima metÓ del '500.
Palazzo Gonzaga - Acerbi
 Sorge tra la Torre Civica e il Torrazzo. Nella prima metÓ del '500 il marchese Aloysio Gonzaga diede vita in questo palazzo ad una vivace e brillante corte, frequentata da poeti quali Matteo Bandello e Pietro Aretino, artisti e diplomatici. Pur conservando una struttura rinascimentale, l'edificio si presenta con una facciata settecentesca, voluta dalla famiglia Acerbi, opera del bresciano Gaspare Turbini. L'ingresso (privato) immette sotto la loggia retta da colonne di marmo e dai volti completamente affrescati con splendide grottesche del secolo XVI. La loggia si affaccia sul secolare giardino, ricco di essenze e alberi d'alto fusto. Tra le curiositÓ sono da segnalare due splendidi roseti, i cui sarmenti furono portati da Alessandria d'Egitto dal Console Giuseppe Acerbi nei primi decenni dell'ottocento.Il Torrazzo (sec.XV) mantiene la forma originaria ed Ŕ posto a difesa del palazzo stesso. La sommitÓ a sporgere Ŕ sorretta da 'mensole a modiglione' ed Ŕ provvista di caditoie e di troniere (per ospitare armi da fuoco).
Prepositurale di S. Erasmo
 Opera di Bernardino Facciotto (sec.XVI) ha una facciata tardomanierista di "carattere vignolesco" suddivisa in due ordini, con paraste e timpano. Cinque obelischi e tre grandi portali marmorei decorano in modo ritmico l'intera facciata. Un esile campanile a pianta circolare accompagna il bel tiburio con lanterna che si leva sulla crocera. L'interno, a croce latina, Ŕ suddiviso in tre navate da colonne di marmo di Botticino. All'incrocio tra la navata centrale e il transetto si erge l'ampia cupola sormontata dalla lanterna che illumina il centro del tempio.
 Nella navata sinistra, al 1░ altare, una splendida pala seicentesca (Madonna e Santi) di area emiliana; al secondo altare la pala dedicata a S. Francesco d'Assisi Ŕ attribuibile alla scuola manierista veronese, mentre il frammento posto sotto quest'ultima (Le anime del Purgatorio) Ŕ opera del mantovano Giuseppe Bazzani, uno dei maggiori pittori lombardi del '700. Sulla parete di fondo della navata sinistra il settecentesco altare in marmo della Madonna del Rosario la cui ancona ospita, nella nicchia centrale, una bella Madonna lignea policroma, opera del rinascimento veronese.
 L'altar maggiore in marmi policromi conserva lo splendido paliotto (1717) in commesso di marmi e pietre dure, opera di Andrea Gamba, marmorino bresciano. Dietro l'altar maggiore, il bel coro ligneo settecentesco al di sopra del quale Ŕ posta la pala del " Martirio di S. Erasmo", opera di scuola veronese del sec. XVI. Ai lati dell'altar maggiore due grandi tele settecentesche del bresciano Giuseppe Falli autore pure delle 12 tele, gli apostoli, poste nella navata centrale sopra le colonne tra le quali troviamo lo splendido pulpito ligneo, in parte dorato, di forte impronta barocca, opera del bresciano Carboni.
Palazzo municipale
 Il Palazzo Municipale, in passato detto anche Palazzo della Ragione, Ŕ composto da un edificio antico verso Piazza Mazzini e da una parte retrostante costruita nei primi anni 80 del Novecento, dopo un'infelice demolizione. La facciata verso la piazza, ottocentesca, Ŕ divisa in due parti: al piano terra la Loggia, che ricalca il luogo della "Loggia delle grida" dove in antico si radunava la Vicinýa (il consiglio), mentre il primo piano, a parete piena, Ŕ ritmato da quattro finestre e da un'apertura centrale con balcone. L'interno, moderno, Ŕ caratterizzato da una scultura in metallo posta nel vano scala. L'installazione datata 1996 Ŕ alta quasi 10 metri ed Ŕ opera di Ferruccio Bolognesi, artista mantovano che ha raccontato con ferro e poesia i personaggi virgiliani dell'Eneide. Sopra la Loggia l'attuale Sala Consiliare che nell'Ottocento ha ospitato il teatro del quale conserva il soffitto dipinto (1870 circa). Attualmente vi Ŕ esposta la Raccolta Comunale d'Arte con opere del '900 a soggetto goffredese.